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L’ultima Zeugna, quella della pittura ancor più fresca, ‘umida’ e vitale come rugiada, è caratterizzata dalla ricomposizione dei lacerti e, se vogliamo, del ritorno. Il ritorno nella sua laguna tanto amata, quella di Grado, nell’ampio semicerchio del Golfo. Tutto appare ancor più pacificato ed armonico. Essenza ed apparenza paiono dialogare nuovamente senza incongruenza alcuna. Fanno capolino i colori verdi, per lei tanto inconsueti, nelle sue varianti, dal malva al veronese, e il terra di Siena. Quel realismo di cui stentavamo a trovare traccia, qui semina indizi e dispensa riferimenti. Se prima tutto poteva apparire onirico e svaporante, adesso ci troviamo nel ‘qui e ora’, dentro quell’attimo che racchiude il segreto della vita terrena, finalmente libera dal peso del passato e dalle illusioni del futuro. Quel presente che si colloca oltre il tempo, e la cui piena conquista rende meravigliosamente liberi e vitali. E’ il periodo in cui accade un episodio fondante nella vita dell’artista.